martedì 12 febbraio 2019

Il dialogo come paradigma etico


L’atteggiamento etico necessario al dialogo svolto in 6 punti (sintesi breve):

Punto I. Il principio di umanità

a.          ogni essere umano ha la capacità di filosofare,
b.          ogni essere umano ha un modo unico di pensare, sentire ecc.
c.          ogni essere umano è un fine, non un mezzo
d.        ogni essere umano ha il diritto a un pieno sviluppo personale

Punto II. Etica della reciprocità

a.          L’etica della reciprocità: Non fare all’altro ciò che non vorresti fosse fatto a te!
b.         Conosci te stesso!  per diventare chi sei veramente al di là delle maschere e per appropriarti della tua vita.
c.          Tendi a una vita buona conforme a un’idea di valori esistenziali compatibile col benessere altrui, cioè con i valori etici 
d.        Rifletti e soffermati su tale reciprocità

Punto III. Non-violenza e rispetto della vita nel dialogo significano:

a.          prendere sul serio, rispettare, non ridicolizzare, non minimizzare, non attaccare le opinioni, le idee, i sentimenti altrui
b.         non usare la conoscenza come potere sull’altro per manipolarlo, svilirlo, opprimerlo, emarginarlo ecc.
c.          avere cura del benessere, integrità, dignità, autonomia dei partecipanti 
d.         non disperdersi in chiacchiere
e.          aiutare umilmente gli altri ad esprimersi
f.            obbligarsi alla confidenzialità e riservatezza, salvo in caso di minaccia alla vita

 Punto IV. Solidarietà e lealtà

a.          il dialogo è una comunità di ricerca basata sulla condivisione solidale, sulla parità etica, non delle competenze
b.         il dialogo leale non offende nessuno, non fa tutt’uno di una opinione e della persona che l’ha espressa, lascia a tutti eguale spazio di espressione

Punto V. Franchezza e tolleranza

a.          la franchezza rende il dialogo autentico e ne fa uno spazio sicuro in cui potersi aprire con fiducia, scoprire  se stessi ed esprimersi liberamente
b.         franchezza è essere veri con se stessi
c.          franchezza è riconoscere i limiti e rispettarli
d.        la tolleranza è abbracciare una medesima questione da prospettive diverse

Punto VI. Stima reciproca e amicizia

a.          stima reciproca e amicizia sorreggono lo studio in comune
b.         rendono affidabili  le opinioni di compagni responsabili di ciò che dicono
c.          la stima di sé quale riconoscimento della propria unicità passa attraverso la stima altrui





L’atteggiamento etico necessario al dialogo svolto in 6 punti (sintesi lunga):


 Punto I. Il principio di umanità

a.         ogni essere umano ha la capacità di filosofare, cioè riflettere, mettere in questione, pensare in modo critico, trascendere il dato per scoprire nuovi punti di vista, essere ascoltato ecc.

b.       essendo unico, ogni essere umano ha un modo unico di pensare, sentire, credere che gli consente di filosofare ed affermare la sua dignità

c.         ogni essere umano è un fine, non un mezzo

d.       per il pieno sviluppo della persona umana bisogna accantonare ogni idea astratta e preconcetta di umanità e realizzarne l’umanità concretamente

Punto II. Etica della reciprocità

a.         L’etica della reciprocità è anche detta Regola d’Oro. Essa recita: Non fare all’altro ciò che non vorresti fosse fatto a te! Ovvero: Fai all’altro quello che vorresti che fosse fatto a te!

b.       L’ingiunzione delfica: Conosci te stesso!  ci ricorda di chiederci sempre chi siamo veramente. Altrimenti l’essere umano tende ad assumere una falsa identità, tende a “fingere di essere ciò che è incapace di essere o a non riuscire ad accettare ciò che si trova alla vera radice del suo essere” (J. Heschel)

c.         Ogni essere umano tende a una vita buona relativamente all’idea personale che riesce a farsi dei valori esistenziali (indipendenza economica, salute, famiglia, partner, amici ecc.)

d.       I valori esistenziali sono volti al conseguimento del proprio benessere. Essi possono scontrarsi con i valori etici se causano malessere negli altri (egoismo). Diventa allora necessario riflettere sull’etica della reciprocità per trovare valori esistenziali che siano anche etici e così buoni sia per sé sia per gli altri. 

e.         Riflettere è il pre-requisito di ogni etica della reciprocità

Punto 3. Non-violenza e rispetto della vita dentro al dialogo significano:

a.         prendere sul serio, rispettare, non ridicolizzare, non minimizzare, non attaccare le opinioni, le idee, i sentimenti espressi

b.       non usare la conoscenza come potere sull’altro per manipolarlo, svilirlo, opprimerlo, emarginarlo ecc.

c.         aver a cuore il benessere, l’integrità, la dignità, l’autonomia dei partecipanti 

d.        non disperdersi. Può allora essere utile prendere in considerazione interrogativi quali: Chi sono? La vita ha un senso superiore? Da dove vengo? Dove vado? Come mi relaziono agli altri? Cosa significa per me una vita buona? Cosa la rende degna di essere vissuta?

e.         aiutare umilmente gli altri ad esprimersi

f.           obbligo alla confidenzialità e riservatezza, salve in caso di minaccia alla vita

 Punto IV. Solidarietà e lealtà

a.         il dialogo è una comunità di ricerca che si basa sulla condivisione solidale, sulla parità etica, non delle competenze

b.       un dialogo è leale se non offende nessuno, se non fa tutt’uno di una opinione e della persona che l’ha espressa, se lascia a tutti eguale spazio di espressione

Punto V. Franchezza e tolleranza.

a.         la franchezza rende il dialogo autentico e ne fa uno spazio sicuro in cui potersi aprire con fiducia, scoprire i propri pensieri, sentimenti, emozioni, sensazioni, esprimerli liberamente

b.       franchezza è essere veri con se stessi

c.         franchezza è stare dentro i limiti delle competenze e non chiedere al dialogo quanto non gli compete

d.       la tolleranza permette di abbracciare una medesima questione da prospettive diverse, permette cioè di dialogare

Punto VI. Stima reciproca e amicizia

a.         sorreggono lo studio in comune

b.       sono i presupposti del dialogo perché i partecipanti fanno affidamento sulle opinioni responsabili dei loro compagni per il risveglio della loro consapevolezza

c.         la stima di sé sta nel riconoscimento della propria unicità attraverso quella altrui, non in una autostima autoriferita ed egoistica



(Liberamente tratto da Etica Globale nella Pratica Filosofica in Michael Noah Weiss, The Socratic Handbook, 2015, pp. 411-18)


Fantasia didascalica di un dialogo sulla differenza steiniana tra contagio e empatia (co-sentire e uni-patia)



Caro:- Ti stai turbando per la notizia del crollo di quel palazzo, cara, lo vedo!
Cara: - Sì, caro, sei proprio empatico! Te ne sei accorto. Tu, invece, non sei turbato affatto!
Caro: - Anche tu sai leggere nel cuore altrui, cara, io sono forte, io non sono propriamente turbato! Lo sono per te mentre tu! Tu, sì, cara, tu sei proprio turbata, povera piccola! Coraggio!
Cara: - Grazie, caro! Che sangue freddo! Tu sei tu ed io sono io. Tu non ti fai contagiare emotivamente.
Caro: - Grazie, cara, la lucidità mi contraddistingue. La calma è la virtù dei forti. Tu dovresti imparare da me. Perché ti fai contagiare da ogni singola cronaca metropolitana?!
Cara: - Il fumo della vanità ora ti offusca la vista. Attento, caro! Non sono contagiata dagli altri ma sono proprio turbata di mio, come hai detto bene prima. Dove andrò stanotte?
Caro: - Sta, stanotte?! Ma cara, che dici! È il nostro il palazzo crollato?
Cara: - Sì, caro. Ora ti accorgi che proviamo la stessa cosa, bravo! Questa è uni-patia.
Caro (borbottando agitato): - A dire il vero, pensavo ad altro! Senza casa! Ma che aspettavi a dirmelo! E comunque, carina, questa uni-patia deve essere ben altro dalla simpatia!
Cara: - Certamente! La simpatia, o co-sentire, e l'uni-patia sono sviluppi possibili ma distinti dell’empatia accessibili solo a patto di non confondere quest'ultima col contagio. E siccome, mio caro, io non li confondo, tu mi sei ancora simpatico! 

domenica 10 giugno 2018

Severino e Parmenide



Trascrizione minuti 2.28 - fine

Domanda: .prof. Severino, nei suoi scritti lei ha colto un nesso che legherebbe la dottrina dell'essere all'antica esigenza di trovare un rimedio contro il dolore e contro l'angoscia della morte. Come si articola questo nesso?

Risposta: il problema della vita è innanzitutto la terribilità del dolore.
Allora non dico che l'unico valore della teoria consista nel suo essere semplicemente uno strumento in base al quale, conoscendo come stanno le cose, si fa argine contro il dolore.
Dico che proprio perché la teoria intende essere verità,  e cioè non una teoria qualsiasi ma la teoria assolutamente vera, proprio questo consente di andare incontro al dolore con occhio diverso da quello che gli animi posseggono quando non sanno.
E la nostra morte è profondamente diversa dal modo in cui moriamo quando sappiamo che noi  andiamo nel niente. Questo vuol dire qualche cosa di eccezionale. Cioè che con i Greci gli uomini incominciano a morire, e quindi a nascere, in modo diverso da come gli uomini nascono e muoiono prima dei Greci, prima di saper qualcosa del niente.
Allora i Greci evocano questo significato terribile, radicale, il significato del niente. E lo evocano nella sua contrapposizione infinita all'essere, e cioè lo evocano come l'assoluta negatività che non ha alcunché dell'essere. In questo modo il processo del mondo acquista un carattere estremamente angosciante.
Ecco il Greco, evocatore della minaccia estrema, è insieme il Greco che va alla ricerca del rimedio contro la minaccia estrema.
Parmenide dico, evoca l'estrema minaccia, la contrapposizione infinita dell'essere e del niente, ma insieme evoca il modo singolare di costruire un rimedio contro questa minaccia. Il rimedio è la metafisica e l'ontologia di Parmenide.

Domanda: torrniamo sulla questione dell'essere. Quali sono i segni che ci permettono di riconoscerlo?

Risposta: se l'essere è assolutamente opposto al niente allora la prima conseguenza di Parmenide, il primo dei semata, i segni che convengono all'essere, il primo dei segni è che è immutabile, eterno, incorruttibile e ingenerabile, perché (e anche qui non si limita ad affermarlo, e qui l'attenzione deve diventare massima) se si generasse o si corrompesse esso proverrebbe, esso, ancora meglio, sarebbe stato niente e tornerebbe ad essere niente.
Ma l'essere non è il niente. Dunque è impossibile che sia stato niente, che torni ad essere niente. E questo vuol dire che è impossibile che non sia. E questo vuol dire che è eterno, ingenerabile immutabile.

lunedì 30 aprile 2018

pelle altrui

L'inconscio che per definizione esclude la coscienza si pone come struttura d'accoglienza di dati giudicati per l'appunto inconsciamente irrilevabili o troppo gravosi da rilevare.

Questo inconscio tramuta la propria pelle in pelle altrui, nella sensibilità di qualcun altro.

Similmente alla morte di Epicuro, questo inconscio c'è quando non ci siamo noi e non inquieta quando c'è ma  quando lo si aspetta.

Pietra fossile della ricettività pulsante, delle passioni nella viva carne, esso ha già rappresentata la morte esautorando atti di morte a venire.

 Ma quella esatta morte di cui non facciamo mai i compiti, né esercizio pratico di rappresentazione o studio quotidiano? di questa natura arcana seppur esistente (o no)?  di questa inesatta morte la negazione della coscienza non è inconscio ma avversione isterica del memento mori, allergia per la danza macabra.

Chi teme di pensare alla morte, morirà comunque, anche senza averci pensato.
E, come vuole Jankelevitch, perderà anche quella occasione per pensare.
Sarà una campana mai rintoccata, una persona che ha vibrato da sola.

­Curriculum Vitae


­Curriculum Vitae et Studiorum

di Silvia Peronaci

 

INFORMAZIONI PERSONALI

Tell.: 3314144225

silviaperonaci@libero.it

http://silviaperonaci.blogspot.it/

Skype e Facebook Silvia Peronaci

Sesso Femminile | Data di nascita 11 MAR. 71 | Nazionalità Italiana

 

ESPERIENZA PROFESSIONALE

2006 - alla data attuale: Consulente filosofica e insegnante di yoga

Consulenze filosofiche individuali private
Conduzione di Café Philò (L'Aquila, Roma, Ostia, Salotto 42 in piazza di Pietra, Gelateria Fassi, Libreria Flexi,
Galleria Otto etc.)
Formazione all’interno di Phronesis – dicembre 2011- luglio 2012
Laoratorio "Yoga e ginnastica filosofica" (Liceo Caetani, p.za Mazzini, Roma) 2009/2010 – dicembre/febbraio

16 DIC. 1998 - 29 GEN.2003: Impiegato d'ufficio/Impiegata d'ufficio
INPDAP
 

ISTRUZIONE E FORMAZIONE

2013 – 2015: Master universitario di secondo livello in Etiche relazionali, università di Roma Tre, relatrice Patrizia Cipolletta

Università degli Studi di Roma Tre, Roma
Titolo della tesi: “La pratica filosofica nei disturbi del comportamento alimentare (DCA)”
Competenze acquisite: Filosofia Teoretica, Dialogo filosofico, Pratica e consulenza filosofica

2004 - 2008 Insegnante di Yoga
Università Yoga Vedanta, Roma - Via Appia Antica 230
Tesi finale: Yoga e depressione culturale.
Competenze acquisite: Hatha e Raja Yoga

2003 – 2007:  Consulente Filosofico di Phronesis

Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica
Conduzione dialoghi di gruppo, consulenze filosofiche individuali, formazione alla pratica filosofica

 

13 GIU. 2005 - 18 GIU. 2005: 1st International “Sophia” Retrat of Contemplative Philosophy

Ran Lahav e José Barrientos Rastrojio, Siviglia (Spagna)
La filosofia contemplativa sviluppa l'ascolto di quelle dimensioni più profonde che scoprono il lato
poetico della realtà.

17 AGO. 2006 - 27 AGO. 2006: International Summer Seminar

The Institute for the Advancement of Philosophy for Children - Monclair State University, Montclair,
N.J. 07043 (Stati Uniti d'America)
Primo livello di formazione in Philosophy for Children e Comunità di Ricerca

 
1990 – 2001: Laurea in Filosofia (110/110), università di Ferrara, relatore Paolo Pullega

Università degli Studi di Ferrara, Ferrara
Titolo della tesi in Estetica su Ludwig Wittgenstein: “Identità scambiata e identità contraddittoria”
Competenze acquisite: Estetica, Filosofia Teoretica, Filosofia del Linguaggio

1984 – 1990: Diploma di Maturità di Licenza linguistica (Indirizzo Letterario Linguistico-Espressivo. Opzione moderna) (60/60).

Liceo Scientifico Statale “Giuseppe Peano”, Roma

 
COMPETENZE PERSONALI

Lingua madre Italiano

Altre lingue

Ascolto    Lettura     Interazione    Produzione orale    Produzione scritta

Inglese    C2          C2            C1                  C1                     C1 

Tedesco   B1         B2             B1                 B1                      B1

Polacco    A2         A2             A2                 A2                       A1

(Quadro Comune Europeo di Riferimento delle Lingue: Livelli: A1/2 Livello base - B1/2 Livello intermedio - C1/2 Livello avanzato)

Competenze informatiche buona conoscenza videoscrittura e applicazioni più comuni

 

PUBBLICAZIONI

– Eppur ci tocca... Riflessioni attorno a L'ordine del cuore, in «Phronesis», n. III (2005), n.4;

– La cultura della fuga, in «Il Filo d’Arianna», Anno II, n.3, genn.-dic. 2010;

– G. Grasso, La scrittura come meditazione filosofica. Tre letture di Proust, Chieti, Solfanelli;

– 2010 (ha collaborato al libro per la parte filosofica);

– La vita è ricordarsi. Note su una poesia di Sandro Penna, volume collettaneo scritto in collaborazione con Andrea Barbetti e Giuseppe Grasso, Chieti, Solfanelli, 2010;

– La consulenza filosofica è una professione?, in «Il Filo d’Arianna», anno III, n. 4, genn.-dic. 2011;

– L'atto creativo in Baudelaire, Chieti, Solfanelli, 2012;

– Franca D’Agostini, I Mondi Comunque Possibili, in «Phronesis», anno XI, nn. 19-20, 2013;

– Frutto d’improvvisazione, postfazione al volume di V. Jankélévitch, Dell’improvvisazione, a cura di A. Arbo, Chieti, Solfanelli, 2014;

– R. Lahav, Manualetto di filosofia contemplativa, a cura di Silvia Peronaci, Chieti, Solfanelli, 2014;

– Tra con-senso e senso comune del dolore, postfazione al volume di G. Blin, Di un certo consenso al dolore, a cura di G. Grasso, Chieti, Solfanelli, 2015;
– L’accoglimento del dolore come esercizio spirituale: meditazioni su un libro di Georges Blin, in “Il Filo d’Arianna, anno III, n. 4, genn.-dic. 2015;

– R. Lahav, Handbook of philosophical-contemplative companionships, Foreword by Silvia Peronaci, Chieti, Solfanelli, 2016 (in inglese); trad. it., Manuale della compagnia filosofica, a cura di Silvia Peronaci, anche versione on line.

– P. Bianchini e S. Peronaci, Sofferenza e dolore. Intorno a Paul Ricœur, con un saggio del filosofo francese, La sofferenza non è il dolore, Presentazione di Paolo Pullega, Chieti, Solfanelli, 2016.  

CAFFE' FILOSOFICI e COMUNITÀ di DIALOGO

Qualche titolo:

Il sapere ha potenza sul dolore? - Eros e rispetto: possibili insieme? - Amore e/o carriera: il vissuto del

successo nella differenza sessuale. - Dio è morto?- Il pudore - Paura: di vivere o di morire? -

Single o coppia: scommessa, scelta o astensione. - Maschio e femmina, sesso e ruoli sociali: il

destino in un corpo? - Siamo tutti masochisti? - Se la priorità è quella di essere perfetti e di non fallire

mai che possibilità ci resta di essere veri? - Quanti ragionamenti dietro una coincidenza? -

Ansia da vacanza.

 
Curriculum con particolare riferimento agli ultimi quattro anni

 

2013, settembre - Logica e politica. Analisi di Mondi Comunque Possibili di Franca D'Agostini (in corso di stampa sul prossimo numero della rivista "Phronesis").

 

2013, 31 gennaio, Presentazione del volume L’atto creativo in Baudelaire, Chieti, Solfanelli, presso Aula Magna Palazzo Sora, Corso Vittorio Emanuele II, 217, Roma, ore 16, Interventi di Emerico Giachery, Gianluca Valle e Floriana Scarcia, letture di Donatella Ferrara, conduzione di Nino Piccione.

 

2012, luglio, pubblicazione del volume: L’atto creativo in Baudelaire, Chieti, Solfanelli.

2012, luglio, Firenze, Formazione dei soci Phronesis – Ass. Italiana per la Consulenza Filosofica

2011-12 inverno-estate, Roma. Pensare in Versi: a colloquio con Baudelaire. Ciclo di dialoghi con I Fiori del Male. Temi dei singoli incontri abbinati alla lettura di una lirica in originale e in svariate traduzioni:

·         Purificarsi, abbinato a Elevazione (Galleriaotto, Via Cimarra 12) 4.11.11

·         Evadere, abbinato a Profumo esotico (Galleria d’arte “Il professionista”, Via di Monteverde 38/a) 10.16.11

·         Ricordare, abbinato a Il balcone (Nono piano, Via della Giuliana, 85)  25.02.12

·         Partire, abbinato a L’invito al viaggio (Terrazza Condominiale, Via della Giuliana, 85) 27.05.12

2011, luglio, Firenze, Formazione dei soci Phronesis – Ass. Italiana per la Consulenza Filosofica

2011, 1 aprile. Incontro-Dialogo tra il pubblico e le Persone-Libro. A cura della dott.sa Floriana Scarcia e di Silvia Peronaci e con la partecipazione dell’Ass.ne Donne di Carta. Presso la Biblioteca Comunale di Roma Giordano Bruno.

 

2011, 4 febbraio, ore 21.30. ColibReading, La vita è ricordarsi. Barbetti, Grasso, Peronaci. Note su di una Poesia di Sandro Penna, presso Colibrì, via dei Latini, 32, Roma.

 

2010, 5 dicembre, ore 18. Presentazione, a cura di Luciana Cianfanelli, Gianluca Valle e Silvia Peronaci, del libro di Giuseppe Grasso, La scrittura come meditazione filosofica. Tre letture di Proust, Presso Flexi, in via Clementina 9, Roma.

 

2010-11, Roma. Laboratori per pensare insieme. Ciclo di caffè filosofici e comunità socratica presso la Libreria Flexi, via Clementina 9, Roma. Temi degli incontri corredati di antologie filosofiche:

·         L’indifferenza, malattia del secolo? 27.10.10

·         Il corpo politico, 28.11.10

·         La scelta 23.12.10

·         La scelta locale è un binario morto? 21. 01.11

·         Vita activa o passiva? E’ ancora possibile rifugiarsi in una torre d’avorio?, 27.02.11

·          “Rapporti di potere tra comunicazione e verità dei fatti” 31.03.11

·         "Urbis et Orbis. Abitare lo spazio della città in un mondo di immagini intoccabili" («E così anch’io sono stato sfiorato da questa felicità. Anch’io ho avuto la fortuna di sapere che ci si può recare ogni giorno all’appuntamento con un pezzo di spazio costruito come una persona viva».(Boris Pasternak, Salvacondotto) 22.05.11

 

2010, 25 luglio, ore 11: Dialoghi gelati nell’antica gelateria Fassi, via Principe Eugenio, 65-67, Roma. Ciclo di dialoghi estivi. Primo incontro: Dialoghi di solitudine (interrotti, poi, a causa della non buona acustica del locale);

 

2010, genn./dic. - La cultura della fuga, in "Il filo di Arianna", Rivista di Cultura. Anno II, n.3;

 

2009-10 dic./febb.  Laboratorio "Yoga e ginnastica filosofica".  POF per il Liceo Caetani, p.za Mazzini, Roma;

 

2010 -13 Lezioni di Yoga a domicilio

 

2011-12 Consulenze filosofiche individuali

 

2009 Lezioni private di filosofia per adulti;

 

2007-10 Lezioni di Yoga presso l’ass.ne “La Barchetta”, via A. Viviani 10, Roma;