domenica 12 gennaio 2020

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CURRICULUM VITAE

Dati personali

Silvia Peronaci

V. le G. Mazzini 157
00195 Roma

Cell. 3314144225 (wa)


Data di nascita: 11/03/71

Luogo di nascita: Roma

Nazionalità: italiana

























ESPERIENZA PROFESSIONALE

dal 2014 a oggi:

Ø  Consulenza Filosofica individuale, di gruppo e pratica filosofica per le classi quinte nel POF del liceo Caetani di Roma
Ø  Consulenza Filosofica individuale, studio privato
Ø  Lezioni di yoga personalizzato, studio privato
Ø  Tirocinio c/o Centro DCA (disturbi comportamento alimentare) Palazzo Francisci Todi in consulenza filosofica per approccio integrato (v. Master II liv. “Etiche relazionali e Consulenza Filosofica” Univ. Roma Tre)

dal 1998 al 2014:

Ø  Conduzione di Caffè Filosofici e Dialoghi Socratici (L’Aquila e Roma: Lido di Ostia, Salotto 42, Gelateria Fassi, Libreria Flexi, Galleria Otto, salotti privati vari)
Ø  Lezioni di hatha yoga a domicilio 2010-13
Ø  Formazione all’interno di Phronesis, Ass. It. per la Consulenza Filosofica dic. 2011- lug. 2012
Ø  Laboratorio "Yoga e ginnastica filosofica" al liceo Caetani
 dic. 2009 - feb. 2010
Ø  Consulenze filosofiche individuali 2008 - 2014
Ø  Lezioni private di filosofia 2009
Ø  Lezioni di  hatha yoga presso l’ass. ne “La Barchetta”, V. A. Viviani 10, Roma 2007-2009
Ø  Impiegata VI liv. Inpdap Ferrara,  contratto Formazione e Lavoro
dic. 1998 – dic. 2000
Ø  Impiegata VI liv. Inpdap Ferrara, Sansepolcro, Roma, contratto a tempo indeterminato dic. 2000 – gen. 2003

ISTRUZIONE E FORMAZIONE

Ø  2013 – 2015: Master universitario di secondo livello in “Etiche relazionali e consulenza filosofica”, Università degli Studi di Roma Tre, Roma, relatrice Patrizia Cipolletta
Titolo della tesi: La pratica filosofica nei disturbi del comportamento alimentare (DCA)
Competenze acquisite: Filosofia Teoretica, Dialogo filosofico, Pratica e consulenza filosofica

Ø  2004 - 2008 Insegnante di Yoga
Università Yoga Vedanta, Roma - Via Appia Antica 230
Tesi finale: Yoga e depressione culturale
Competenze acquisite: Hatha e Raja Yoga

Ø  2003 – 2007:  Consulente Filosofico di Phronesis - Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica
Competenze acquisite: Conduzione dialoghi di gruppo, consulenze filosofiche individuali, formazione alla pratica filosofica


Ø  13 GIU. 2005 - 18 GIU. 2005: 1st International “Sophia” Retrat of Contemplative Philosophy
Ran Lahav e José Barrientos Rastrojio, Siviglia (Spagna). La filosofia contemplativa come ascolto delle dimensioni più profonde che scoprono il lato poetico della realtà.

Ø  17 AGO. 2006 - 27 AGO. 2006: International Summer Seminar
The Institute for the Advancement of Philosophy for Children - Monclair State University, Montclair, N.J. 07043 (Stati Uniti d'America)
Primo livello di formazione in Philosophy for Children e Comunità di Ricerca


Ø  1990 – 2001: Laurea in Filosofia (110/110), Università degli Studi di Ferrara, relatore Paolo Pullega
Titolo della tesi in Estetica su Ludwig Wittgenstein: Identità scambiata e identità contraddittoria
Competenze acquisite: Estetica, Filosofia Teoretica, Filosofia del Linguaggio

Ø  1984 – 1990: Diploma di Maturità di Licenza linguistica (Indirizzo Letterario Linguistico-Espressivo. Opzione moderna) (60/60). Liceo Scientifico Statale “Giuseppe Peano”, Roma


COMPETENZE PERSONALI

Lingua madre: Italiano

Altre lingue

Ascolto  Lettura  Interaz.  Produz. Or.  Produz. scritta

Inglese   C2    C2      C1      C1          C1          

Tedesco   B1   B1    A2     B1             B1

Polacco    A2   A2    A2    A2             A1

(Quadro Comune Europeo di Riferimento delle Lingue: Livelli: A1/2 Livello base - B1/2 Livello intermedio - C1/2 Livello avanzato)

Competenze informatiche buona conoscenza videoscrittura e applicazioni più comuni

PUBBLICAZIONI

– Eppur ci tocca... Riflessioni attorno a L'ordine del cuore, in «Phronesis», n. III (2005), n.4;

– La cultura della fuga, in «Il Filo d’Arianna», Anno II, n.3, genn.-dic. 2010;

– G. Grasso, La scrittura come meditazione filosofica. Tre letture di Proust, Chieti, Solfanelli; 2010 (ha collaborato al libro per la parte filosofica);

– La vita è ricordarsi. Note su una poesia di Sandro Penna, volume collettaneo scritto in collaborazione con Andrea Barbetti e Giuseppe Grasso, Chieti, Solfanelli, 2010;

– La consulenza filosofica è una professione?, in «Il Filo d’Arianna», anno III, n. 4, genn.-dic. 2011;

– L'atto creativo in Baudelaire, Chieti, Solfanelli, 2012;

– Franca D’Agostini, I Mondi Comunque Possibili, in «Phronesis», anno XI, nn. 19-20, 2013;

– Frutto d’improvvisazione, postfazione al volume di V. Jankélévitch, Dell’improvvisazione, a cura di A. Arbo, Chieti, Solfanelli, 2014;

– R. Lahav, Manualetto di filosofia contemplativa, a cura di Silvia Peronaci, Chieti, Solfanelli, 2014;

– Tra con-senso e senso comune del dolore, postfazione al volume di G. Blin, Di un certo consenso al dolore, a cura di G. Grasso, Chieti, Solfanelli, 2015;

– L’accoglimento del dolore come esercizio spirituale: meditazioni su un libro di Georges Blin, in “Il Filo d’Arianna, anno III, n. 4, genn.-dic. 2015;

– R. Lahav, Handbook of philosophical-contemplative companionships, Foreword by Silvia Peronaci, Chieti, Solfanelli, 2016 (in inglese); trad. it., Manuale della compagnia filosofica, a cura di Silvia Peronaci, anche versione on line.

– P. Bianchini e S. Peronaci, Sofferenza e dolore. Intorno a Paul Ricœur, con un saggio del filosofo francese, La sofferenza non è il dolore, Presentazione di Paolo Pullega, Chieti, Solfanelli, 2016.  

CAFFE' FILOSOFICI e COMUNITÀ di DIALOGO

Qualche titolo:

Il sapere ha potenza sul dolore? - Eros e rispetto: possibili insieme? - Amore e/o carriera: il vissuto del successo nella differenza sessuale. - Dio è morto?- Il pudore - Paura: di vivere o di morire? -
Single o coppia: scommessa, scelta o astensione. - Maschio e femmina, sesso e ruoli sociali: il

destino in un corpo? - Siamo tutti masochisti? - Se la priorità è quella di essere perfetti e di non fallire mai che possibilità ci resta di essere veri? - Quanti ragionamenti dietro una coincidenza? - Ansia da vacanza.


Curriculum con particolare riferimento agli ultimi quattro anni

2013, settembre - Logica e politica. Analisi di Mondi Comunque Possibili di Franca D'Agostini (in corso di stampa sul prossimo numero della rivista "Phronesis").


2013, 31 gennaio, Presentazione del volume L’atto creativo in Baudelaire, Chieti, Solfanelli, presso Aula Magna Palazzo Sora, Corso Vittorio Emanuele II, 217, Roma, ore 16, Interventi di Emerico Giachery, Gianluca Valle e Floriana Scarcia, letture di Donatella Ferrara, conduzione di Nino Piccione. 

2012, luglio, pubblicazione del volume: L’atto creativo in Baudelaire, Chieti, Solfanelli.

2012, luglio, Firenze, Formazione dei soci Phronesis – Ass. Italiana per la Consulenza Filosofica

2011-12 inverno-estate, Roma. Pensare in Versi: a colloquio con Baudelaire. Ciclo di dialoghi con I Fiori del Male. Temi dei singoli incontri abbinati alla lettura di una lirica in originale e in svariate traduzioni:

·         Purificarsi, abbinato a Elevazione (Galleriaotto, Via Cimarra 12) 4.11.11

·         Evadere, abbinato a Profumo esotico (Galleria d’arte “Il professionista”, Via di Monteverde 38/a) 10.16.11

·         Ricordare, abbinato a Il balcone (Nono piano, Via della Giuliana, 85)  25.02.12

·         Partire, abbinato a L’invito al viaggio (Terrazza Condominiale, Via della Giuliana, 85) 27.05.12

2011, luglio, Firenze, Formazione dei soci Phronesis – Ass. Italiana per la Consulenza Filosofica

2011, 1 aprile. Incontro-Dialogo tra il pubblico e le Persone-Libro. A cura della dott.sa Floriana Scarcia e di Silvia Peronaci e con la partecipazione dell’Ass.ne Donne di Carta. Presso la Biblioteca Comunale di Roma Giordano Bruno.



2011, 4 febbraio, ore 21.30. ColibReading, La vita è ricordarsi. Barbetti, Grasso, Peronaci. Note su di una Poesia di Sandro Penna, presso Colibrì, via dei Latini, 32, Roma.



2010, 5 dicembre, ore 18. Presentazione, a cura di Luciana Cianfanelli, Gianluca Valle e Silvia Peronaci, del libro di Giuseppe Grasso, La scrittura come meditazione filosofica. Tre letture di Proust, Presso Flexi, in via Clementina 9, Roma.



2010-11, Roma. Laboratori per pensare insieme. Ciclo di caffè filosofici e comunità socratica presso la Libreria Flexi, via Clementina 9, Roma. Temi degli incontri corredati di antologie filosofiche:

·         L’indifferenza, malattia del secolo? 27.10.10

·         Il corpo politico, 28.11.10

·         La scelta 23.12.10

·         La scelta locale è un binario morto? 21. 01.11

·         Vita activa o passiva? E’ ancora possibile rifugiarsi in una torre d’avorio?, 27.02.11

·          “Rapporti di potere tra comunicazione e verità dei fatti” 31.03.11

·         "Urbis et Orbis. Abitare lo spazio della città in un mondo di immagini intoccabili" («E così anch’io sono stato sfiorato da questa felicità. Anch’io ho avuto la fortuna di sapere che ci si può recare ogni giorno all’appuntamento con un pezzo di spazio costruito come una persona viva».(Boris Pasternak, Salvacondotto) 22.05.11



2010, 25 luglio, ore 11: Dialoghi gelati nell’antica gelateria Fassi, via Principe Eugenio, 65-67, Roma. Ciclo di dialoghi estivi. Primo incontro: Dialoghi di solitudine (interrotti, poi, a causa della non buona acustica del locale);



2010, genn./dic. - La cultura della fuga, in "Il filo di Arianna", Rivista di Cultura. Anno II, n.3;











sabato 11 gennaio 2020

mercoledì 27 febbraio 2019

Brani di Karl Marx tratti da Il corpo, di Umberto Galimberti (Milano 2002)


Il prezzo, ossia la forma di denaro delle merci, è, come la forma valore in generale, una forma distinta dalla forma corporea tangibilmente reale, quindi è solo forma ideale, ossia rappresentata.
(Il capitale, Libro I, cap. 3)

Da questo momento il valore non sarà più deciso soltanto nel registro dell’idealità ma addirittura in quello della spiritualità, perché, là dove il valore di una merce, la sua essenza, non coincide più col suo corpo, ogni merce si troverà a esprimere l’antica opposizione spiritualista tra un’anima e un corpo. […] Queste analogie fra teologia ed economia non sfuggono a Marx:

A prima vista una merce sembra una cosa triviale e ovvia. Dalla sua analisi risulta invece che è una cosa imbrogliatissima, piena di sottigliezze metafisiche e capricci teologici. Finché è valore d’uso non c’è nulla di miterioso in essa, sia che la si consideri dal punto di vista che essa soddisfa con le sue qualità bisogni umani, sia che riceva tali qualità soltanto come prodotto del lavoro umano. Così, per esempio, quando si fa un tavolo, la forma del legno viene trasformata, ciò non di meno il tavolo rimane legno, cosa sensibile e ordinaria. Ma appena si presenta come merce, il tavolo si trasforma in una cosa sensibilmente sovrasensibile. Non solo sta coi piedi per terra, ma, di fronte a tutte le altre merci, si mette a testa in giù e sgomitola dalla sua testa di legno grilli molto più mirabili che se cominciasse a ballare. Dunque, il carattere mistico della merce non sorge dal valore d’uso […] ma dal valore di scambio, a cui il tavolo accede quando assume la forma di merce. […] Mediante questo quid pro quo i prodotti del lavoro diventano merci, cose sensibilmente sovrasensibili.
(Il capitale, Libro I, cap. 1)

Esiste infatti un sistema rigoroso della metafora che, attraverso il lavoro delle equivalenze e sostituzioni, porta su registri che sono sempre più distanti dal corpo, fino a farlo dimenticare sostituendolo. L’analisi del valore, che comincia nel momento in cui interviene un equivalente, inizia con una sostituzione, dove il corpo della cosa, differente nella sua materialità dal corpo delle altre cose, si perde nel valore in-differente dell’oro o del denaro che lo sostituisce. Inoltre, per acquisire la forma dell’oro o del denaro, una cosa non deve essere consumata, ma scambiata, e lo scambio può intervenire solo se l’uso della cosa viene differito, indefinitamente differito, per cui si può dire che il valore nasce innanzitutto dalla negazione della fruizione della cosa. […] Al rapporto naturale e originario che lega l’uomo all’uso dei suoi beni e il corpo alla soddisfazione dei suoi bisogni, l’economia sostituisce quel valore di scambio che separa i due termini […] per ridurre il corpo all’equivalente generale del lavoro, e il bene all’equivalente generale dell’oro. Al centro del sistema economico c’è dunque una categoria morale e religiosa: la rinuncia non all’eccedenza dei beni, come nel potlàc dei primitivi, ma alla vita del corpo per l’accumulo dei beni.

L’economia, nonostante il suo aspetto mondano e voluttuario, è una scienza realmente morale, la più morale delle scienze, perché ha come suo dogma la rinuncia a se stessi, la rinuncia alla vita e a tutti i bisogni umani. Quanto meno mangi, bevi, compri libri, vai a teatro, al ballo e all’osteria, quanto meno pensi, ami, fai teorie, canti, dipingi, verseggi ecc., tanto più risparmi, tanto più grande diventa il tuo tesoro che né i tarli né la polvere possono consumare, il tuo capitale. Quanto meno tu sei, quanto meno realizzi la tua vita, tanto più hai; quanto più grande è la tua vita alienata, tanto più accumuli il tuo essere estraniato. Tutto ciò che l’economia ti porta via di vita e di umanità, te lo restituisce in denaro e ricchezza; e tutto ciò che tu non puoi, può il tuo denaro. Esso può mangiare, bere, andare a teatro e al ballo, se la intende con l’arte, con la cultura, con le curiosità storiche, col potere politico, può viaggiare; può insomma impadronirsi per te di tutto quanto; può tutto comprare: esso è il vero e proprio potere. Ma pur essendo tutto questo, non è in grado di produrre null’altro che se stesso, né di comprar nulla fuor che se stesso, perché tutto il resto è ormai suo schiavo. E se io ho il padrone ho anche il suo servo, e non ho bisogno del suo servo. Così tutte le passioni e tutte le attività devono ridursi all’avidità di denaro. Chi lavora può aver soltanto quanto basta per voler vivere; e può voler vivere soltanto per avere.
(Manoscritti economico-filosofici del 1844)

Sostituito l’essere con l’avere, il mondo col possesso del mondo, il corpo non ha più terra da abitare, i suoi sensi non hanno più senso. Il vedere, l’udire, l’odorare, il gustare, il toccare, in una parola la vita del corpo non è possibile se non si ha il denaro per vedere, udire, odorare, gustare, toccare. Scrive Marx:

Tutti i sensi fisici e spirituali sono stati sostituiti dalla semplice alienazione di essi tutti: dal senso dell’avere.
(Manoscritti economico-filosofici del 1844)
Io sono ciò che ho, e se non ho non sono. Se ho denaro i miei bisogni possono essere soddisfatti e i miei desideri realizzati, se non ho denaro non solo le mie rappresentazioni non diventano realtà, ma la stessa realtà rimane pura rappresentazione. Qui è l’alienazione originaria […] perché quando il corpo è piegato nel lavoro per la produzione del valore deve darsi tutto senza alcuna riserva, facendo di sé quel dono totale che non può essere oggetto di nessuno scambio […perché è] l’ ”altro” la dimensione [sociale] richiesta perché si instauri comunanza di valore. (pp.103-7)
[…]I primitivi scongiuravano questa eventualità con il potlàc dei beni, con la distruzione sontuosa di immense ricchezze che, accumulate, avrebbero acquistato quel valore che essi temevano come “la parte maledetta”, perché avrebbe sbilanciato i rapporti sociali a favore di chi possedeva. (p.20)
[…] Le comunità arcaiche sono il luogo della circolazione dei simboli che si scambiano tra loro senza riflettersi in un Significante supremo […]. La circolazione dei simboli nelle società primitive è libera e fluttuante e non ha nulla in comune con la rigida circolazione dei segni all’interno di un codice, com’è nell’ordine delle nostre società, dove i corpi sono sottratti all’ambivalenza dei loro possibili significati, per essere consegnati all’identità di gruppo a cui devono as-similiarsi e uni-formarsi nella rimozione delle differenze. […] In questo regime i segni acquistano serietà e i corpi diventano solo lo spazio della loro scrittura. Il loro linguaggio cessa di essere “espressivo” per diventare “indicativo” del Significante supremo. (p.17-18).
Contro questo inganno il corpo rimette in gioco la sua natura polisemica, rifiutandosi di offrirsi all’economia politica esclusivamente come forza-lavoro, all’economia libidica esclusivamente come fonte di piacere, all’economia medica come organismo da sanare, all’economia religiosa come carne da redimere, all’economia dei segni come supporto di significazioni. (p.25)
L’economia politica è nata il giorno in cui si è incominciato ad accumulare l’eccedenza della produzione che i primitivi distruggevano nel potlàc per scongiurare quella che essi ritenevano fosse la parte maledetta, ossia quei beni che, sottratti allo scambio simbolico, perdevano la loro ambivalenza per accumulare progressivamente valore. Dallo scambio simbolico si passò al valore di scambio, dalla distruzione dei beni alla loro sostituzione, che non poteva avvenire se non sottintendendo la nozione di “valore”, senza di cui sarebbe stato impossibile paragonare due beni tra loro per poterli scambiare “senza perdita”. Nella nozione di valore è quindi implicito il principio platonico dell’unità del molteplice, dell’equivalente generale, che sottrae tutte le cose alla loro naturale ambivalenza. (pp.101-102)